STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO Capito? Se trovate delle rotatorie strane, è perché anche dove non ci starebbero ce le fanno entrare per forza. In pratica, ogni comune fa come gli pare, c’è chi copia dal vicino e chi inventa col fai da te, come hanno fatto a Cornaredo, in Lombardia. GIUSEPPE DI GIAMPIETRO- Urbanista Politecnico di Milano Si tratta di quattro rotatorie qui e altre quattro piattaforme in precedenza che su un percorso abbastanza intenso soprattutto la mattina e la sera impediscono le velocità elevate, permettono di attraversare la strada anche ai pedoni e in qualche maniera introducono una tipologia di rotatoria che è la minirotatoria sormontabile che non esiste in Italia. E comunque c’è la precedenza anche a brevissima distanza si vede che son disposti a fermarsi. Se ci fosse un semaforo, se ci fosse un segnale di stop sicuramente non lo farebbero. Se c’è qualcuno che corre o tende a tagliare la rotatoria perché essendo bassa può essere sormontata ecco in questo caso il dosso è molto efficace e come può vedere qualcuno, qualche ragazzo il sabato sera ha lasciato la coppa dell’olio sopra queste piattaforme. STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO Bravi, ma se andiamo avanti, ci accorgiamo che anche i Comuni della Lombardia, come in Romagna, hanno fatto svariate ciambelle senza il buco. GIUSEPPE DI GIAMPIETRO- Urbanista Politecnico di Milano Ecco questa invece è una rotatoria vecchio stile, sarebbe a dire di quelle che si facevano e si continuano a fare tutt’ora cioè delle grandi ciambelle al centro della strada che costringono a girare i veicoli intorno, però completamente inaccessibili ai pedoni e ai ciclisti. Però anche in questo caso abbiamo una rotatoria abbastanza eccentrica rispetto al tracciato originario della strada, però le isole spartitraffico servono a guidare l’automobilista a girare intorno alla rotatoria e quindi in qualche maniera a far diminuire la velocità li rende più disponibili a rispettare la precedenza e a dare la precedenza ai pedoni sui passaggi pedonali. Ecco adesso invece abbiamo un esempio di rotatoria sbagliata, come potete vedere il percorso di questa rotatoria è completamente tangente all’isola spartitraffico quindi potrei anche non fermarmi, andare completamente dritto, quindi non rispettare il diritto di precedenza. Adesso troveremo una serie di incroci trattati a rotatoria con semaforo e con false rotatorie in cui il problema è che l’automobilista non sa come si deve comportare e praticamente chi ha dato la precedenza prima non sa se deve darla anche qui oppure ha il diritto di precedenza. STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO Qui hanno fatto le rotatorie per eliminare i semafori e poi ce li hanno rimessi, così l’automobilista non capisce più niente. GIUSEPPE DI GIAMPIETRO- Urbanista Politecnico di Milano Non è una rotatoria, ma un incrocio con semaforo anche se ha la forma della rotatoria. Il problema è che poi le persone che attraversano questo percorso trovano tre o quattro incroci diversi e non sanno più come devono comportarsi e se devono dare la precedenza oppure no. STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO Quindi per le rotonde ogni Comune ha fatto come gli pare, e il motivo è che in Italia la normativa per fare le rotonde è uscita sulla Gazzetta Ufficiale soltanto a luglio del 2006. GIUSEPPE DI GIAMPIETRO- Urbanista Politecnico di Milano La cosa strana è che questa norma un po’ raccogliticcia e stata messa su copiando un po’ quello che si fa nel resto del mondo e copiandola sia dalle fonti sbagliate, per esempio dagli americani che son venuti in Europa ad imparare come si fanno le rotatorie compatte e non dai francesi, e poi sbagliando anche le traduzioni per esempio questa fascia che collega i passaggi pedonali in una rotatoria viene tradotta come banchina pavimentata. In realtà nell’originale questa era un landscaping buffer, cioè è una fascia verde che costringe i pedoni e li convoglia sul passaggio pedonale, questo viene chiamato varco disabili in realtà quello è un passaggio pedonale accessibile e non è affatto per disabili, è per tutti.